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La mera circostanza che il chiamato all’eredità abbia sottoscritto la relazione di notificazione di un atto giudiziario a lui notificato in qualità di erede, non comporta in alcun modo accettazione dell’eredità, atteso che a norma dell’art. 475 cod. civ., l’atto pubblico o la scrittura privata in forza dei quali il chiamato stesso può assumere il...

Dalla lettera dell’art. 473 c.c., si evince chiaramente che la legge impone alle persone giuridiche l’accettazione con beneficio d’inventario soltanto nel caso di disposizioni testamentarie a titolo universale che le favoriscano, e non anche nell’ipotesi di disposizioni a titolo particolare. Cassazione 20/01/94, n. 464

Posto che a termini dell’art. 473 c.c. le persone giuridiche diverse dalle società possono accettare le eredità loro devolute soltanto con il beneficio d’inventario, in caso di accettazione divenuta inefficace per inosservanza di detta norma, non potendo trovare applicazione, per evidente incompatibilità, la diversa disposizione che stabilisce che il beneficiario è da considerare erede puro...

A norma dell’art. 473 c.c., l’accettazione dell’eredità da parte di una persona giuridica può avvenire soltanto con beneficio d’inventario. Ne deriva che l’omessa redazione dell’inventario, in violazione quindi di termini e modalità previsti dalla legge per l’efficacia dell’accettazione in oggetto, comporta che l’ente chiamato non acquisti la qualità di erede. Cassazione 12/04/2017, n. 9514

In tema di contratto preliminare, va qualificata in termini di declaratoria di risoluzione per inadempimento – soggetta, pertanto, alla relativa disciplina generale – e non quale esercizio del diritto di recesso, la domanda con cui la parte non inadempiente, che abbia conseguito il versamento della caparra, chieda, oltre alla risoluzione del contratto, la condanna della...

In tema di condominio negli edifici, per innovazione in senso tecnico giuridico, vietata ai sensi dell’art. 1120 c.c., deve intendersi non qualsiasi mutamento o modificazione della cosa comune, ma solamente quella modificazione materiale che alteri l’entità sostanziale o ne muti la destinazione originaria. Cassazione civile sez. VI, 07/05/2019, n.11971

Nel corso delle trattative e nella formazione del contratto le parti devono rispettare il principio generale della buona fede (art. 1337 c.c.). Le parti devono in particolare comportarsi con correttezza e lealtà, osservare alcuni obblighi e seguire determinati comportamenti individuati dalla giurisprudenza. In particolare devono tutelare l’affidamento della controparte nella conclusione delle trattative e non...

Nel caso di spoglio o turbativa posti in essere con una pluralità di atti, il termine utile per l’esperimento dell’azione possessoria decorre dal primo di essi soltanto se quelli successivi, essendo strettamente collegati e connessi, devono ritenersi prosecuzione della stessa attività; altrimenti, quando ogni atto – presentando caratteristiche sue proprie – si presta ad essere...

L’interruzione delle trattative è idonea a giustificare l’affermazione della responsabilità precontrattuale quando risulti ingiustificata, ossia tale da violare, senza un apprezzabile motivo, il ragionevole affidamento sulla positiva conclusione, ingenerato da una condotta contraria a correttezza e buona fede; deve escludersi che ricorra un siffatto affidamento allorché la parte sia stata informata circa le condizioni cui...