STUDIO LEGALE MAUROLe Ultime News

Nel contratto di affitto sottoposto a condizione sospensiva, il diritto al compenso per il mediatore immobiliare è subordinato al verificarsi della condizione. La società proprietaria di un’immobile ad uso commerciale aveva concluso un contratto di affitto sottoposto a condizione sospensiva, rappresentata dal rilascio di alcune licenze per l’esercizio di attività di pub.Successivamente, dette licenze erano...

Il locatore di un immobile destinato ad uso non abitativo che intenda esercitare la facoltà di diniego di rinnovazione del contratto alla prima scadenza ha l’onere di specificare dettagliatamente, ex art. 29 commi 4 e 5 della L. 392/78 , nella comunicazione da inviare al conduttore, il motivo della disdetta, allo scopo di consentire la...

Ai sensi dell’art. 1351 c.c. il contratto preliminare è nullo se non è fatto nella stessa forma che la legge prescrive per il contratto definitivo e la compravendita di un bene immobile richiede la forma scritta ad substantiam, ex art. 1350 c.c.. Sul requisito della forma scritta ad substantiam del contratto preliminare di compravendita immobiliare...

In caso di preliminare di vendita di bene futuro, l’interesse del promissario acquirente è leso non soltanto qualora il titolo edilizio manchi ab origine ma anche quando lo stesso, originariamente concesso, perda successivamente efficacia per condotta colposa del venditore (è stata violata, nel caso di specie, la normativa relativa alle distanze delle finestre). Corte appello...

Il contratto preliminare di vendita di un immobile non produce effetti traslativi e, conseguentemente, non è configurabile quale atto di disposizione del patrimonio, assoggettabile all’azione revocatoria ordinaria, che può, invece, avere ad oggetto l’eventuale contratto definitivo di compravendita successivamente stipulato; pertanto, la sussistenza del presupposto dell'”eventus damni” per il creditore va accertata con riferimento alla...

In tema di efficacia probatoria delle riproduzioni informatiche di cui all’art. 2712 c.c., il “disconoscimento” che fa perdere ad esse la qualità di prova, pur non soggetto ai limiti e alle modalità di cui all’art. 214 c.p.c, deve tuttavia essere chiaro, circostanziato ed esplicito, dovendosi concretizzare nell’allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà...

In materia di successioni mortis causa, l’accettazione tacita dell’eredità regolata dall’art. 476 cod. civ., sottintende l’esistenza di una volontà del chiamato, effettiva o presunta, ad ereditare per legge o per testamento. L’art. 527 cod. civ., invece, prescindendo totalmente da tale impostazione, considera erede puro e semplice anche colui che semplicemente sottrae o nasconde beni ereditari,...

L’accettazione tacita dell’eredità, che si evince dallo svolgimento di un’attività personale del chiamato all’eredità incompatibile con la volontà di rinunciarvi, e quindi da una condotta tale da far presumere la volontà di accettare l’eredità medesima, può a buon diritto ritenersi implicita nella proposizione, da parte del chiamato, di azioni giudiziarie che, finalizzate a rivendicare o...

In materia di successioni per causa di morte, la qualità di erede può essere acquisita o mediante accettazione espressa, e quindi facendo ricorso ad un negozio giuridico unilaterale non recettizio, o mediante accettazione tacita, la quale si realizza attraverso un comportamento concludente del chiamato all’eredità. Ne deriva che tale qualità, proprio per gli effetti che...