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La morte del debitore d’imposta comporta il trasferimento agli eredi della relativa obbligazione tributaria per effetto della mera accettazione, anche implicita, dell’eredità. Pertanto, ai fini della sussistenza di tale obbligazione in capo ai successori, è irrilevante che gli atti di accertamento o di riscossione dell’imposta siano stati notificati non all’erede, ma al suo rappresentante legale....

L’accettazione tacita dell’eredità può desumersi dall’esplicazione di un’attività personale del chiamato incompatibile con la volontà di rinunciarvi, e può quindi legittimamente reputarsi implicita nell’esperimento, da parte del chiamato stesso, di azioni giudiziarie, che – essendo rivolte alla rivendica o alla difesa della proprietà, piuttosto che al conseguimento del risarcimento dei danni per la mancata disponibilità...

L’art. 460 c.c. dispone che i chiamati all’eredità possono, in quanto tali, esercitare le azioni possessorie a tutela dei beni ereditari senza bisogno di materiale apprensione degli stessi, obbedendo all’esigenza che tra la delazione (consistente nella concreta offerta dell’eredità) e l’accettazione, l’eredità non sia lasciata indifesa contro gli spogli e le turbative; conseguentemente, in applicazione...

È massima costante della giurisprudenza di legittimità che non esistano due distinti ed autonomi diritti di accettazione dell’eredità, derivanti l’uno dalla delazione legittima e l’altro dalla delazione testamentaria eventualmente dovuta alla successiva scoperta di un testamento, ma, quale che sia il titolo della chiamata, un unico diritto di accettazione, che, se non viene fatto valere,...

In ipotesi di giudizio instaurato nei confronti del preteso erede per debiti del de cuius, incombe su chi agisce, in applicazione del principio generale di cui all’art. 2697 cod. civ., l’onere di provare l’assunzione da parte del convenuto della qualità di erede, la quale non può desumersi dalla mera chiamata all’eredità, non essendo prevista alcuna...

L’usucapio libertatis è l’istituto giuridico, noto alla tradizione romanistica ma privo di testuale base normativa nel vigente Codice Civile, in virtù del quale se chi usucapisce ha posseduto la cosa come libera da pesi o da diritti reali altrui, ne acquista la proprietà libera e piena, giacché gli eventuali pesi e diritti altrui che gravavano...

Nel nostro ordinamento giuridico deve ritenersi valido ed efficace il mandato post mortem exequendum conferito ed accettato durante la vita del mandante, avente ad oggetto un incarico (anche se di contenuto patrimoniale) da eseguirsi dal mandatario dopo la morte del mandante stesso, per conto di questo (ad esempio, la materiale consegna al terzo donatario di...

In tema di legittimazione processuale dell’erede, il soggetto che in corso di causa si costituisce quale successore universale di una delle parti, ha l’onere di fornire — in caso di disputa sul punto — la prova dell’asserita qualità di erede, documentando sia l’avvenuto decesso di detta parte, sia l’inesistenza di altri eredi, trattandosi di presupposti...

La convenzione con la quale due coniugi dispongono, per il tempo in cui avranno cessato di vivere, dei loro beni (o di parte di essi) in favore dei loro figli stabilendo che l’accordo non potrà essere modificato senza il consenso scritto manifestato da entrambi, dà luogo ad un patto successorio vietato dall’art. 458 cod. civ.,...

Secondo la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, configurano patti successori – come tali nulli ai sensi dell’art. 458 cod. civ. – sia le convenzioni aventi ad oggetto una vera e propria istituzione di erede rivestita della forma contrattuale, sia gli accordi negoziali che abbiano ad oggetto la costituzione, trasmissione o estinzione di diritti relativi...